Tra passato e presente

Resine per pavimenti, passato e presenteresine per pavimenti Venber Verona

Linea Venber a Verona

Dobbiamo ristrutturare casa, rifare i pavimenti e abbiamo finalmente fatto la nostra scelta e decidendo di realizzare il nostro fondo con le resine per pavimenti. Ma qual è il tipo migliore? Come possiamo essere certi di individuare la tipologia commerciale corretta, quella che fa esattamente al caso nostro? Diamo uno sguardo alle principali varietà presenti sul mercato, con un piccolo preambolo storico.

resine per pavimenti venber veronaLe resine, specie quelle naturali, sono state usate per risolvere moltissimi problemi umani, rivelandosi sostanze molto utili. Vennero impiegate per impastare e solidificare sfarinati o come prodotto da riscaldare sfruttando le benefiche proprietà balsamiche che a seconda del tipo di resina possedevano, come ad esempio nel caso delle resine dei pini di montagna, in particolare il pino mugo. Addirittura furono usate in guerra nella preparazione del fuoco greco, palle di materiale infuocato scagliate con la catapulta contro i nemici.

La loro efficacia fu inoltre sempre evidente come rivestimento o strato impermeabilizzante e protettivo. Pensiamo a quelle usate fin dall’antichità in varie zone del pianeta per tenere assieme frasche o vegetali che fungevano da copertura per capanne e abitazioni.

Inoltre nella marina dei tempi antichi era diffusa la pratica del calafataggio, che veniva effettuata con resine ricavate dalle conifere in generale. Veniva usato questo prodotto ricavato da abeti e piante simili, unito con della stoppa, spingendolo e pressandolo con degli appositi strumenti nelle fessure del fasciame delle navi.

 


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Un po’ di storia

Questa operazione consentiva di ottenere la perfetta chiusura di tutti i punti dove poteva passare acqua di mare penetrando all’interno del natante, inoltre permetteva la perfetta impermeabilizzazione di tutto lo scafo dell’imbarcazione. Tutto questo evitava i classici problemi del legno che assorbiva troppo liquido. Senza questa procedura si andava incontro a seri guai causati dal fatto che le travi finivano per gonfiarsi e imbarcarsi, a detrimento del galleggiamento e della funzionalità. Questo tipo di lavorazione è tuttora in uso seppur con metodologie moderne.

Le resine naturali sono state usate per secoli in vari modi e hanno subito molte evoluzioni, anche  accoppiate ad altri materiali, ma solo in tempi più recenti si giunge alle resine per pavimenti vere e proprie. Che cos’è la resina? Si tratta di una sostanza di sintesi chimica, viene prodotta con diversi tipi di processi industriali e risale principalmente agli anni cinquanta, il periodo d’oro della scoperta di nuove fibre e sostanze di tutti i tipi.

E’ in questi anni infatti che abbiamo la nascita e il primissimo periodo di sviluppo commerciale del nylon, del rayon, delle fibre di carbonio e, appunto delle resine sintetiche. All’inizio venivano usate esclusivamente come collanti, insieme a tutta una nuova generazione di sostanze adesive scoperte in quel periodo. Soltanto successivamente sono diventate prodotti di ricopertura per i pavimenti o per le superfici verticali.

L’impiego nell’edilizia di questi materiali è nato appena dopo, grazie alle caratteristiche  migliori rispetto a quelli usati in precedenza. Le loro tipologie erano sostanzialmente due: il tipo epossidico, il primo e più utilizzato all’inizio dello sfruttamento industriale e il tipo poliuretanico, più recente. Ultimamente, in particolare intorno agli anni novanta, si è visto iniziare l’uso combinato delle due tipologie per ottenere veri e propri prodotti d’avanguardia.

Caratteristiche delle principali versioni delle resine per pavimenti

Il primo tipo di prodotto finito che utilizza la resina di sintesi è costituito dalle cosiddette resine a pellicola, nelle due versioni, sottile e a spessore. Ciò che fa la differenza tra le due tipologie è l’altezza del materiale comunemente usato nei due casi, il primo intorno ai tre decimi, il secondo intorno al millimetro. Si tratta di un film sottile e continuo, realizzato di solito con resine epossidiche o poliuretaniche che vengono impiegate per realizzare prodotti verniciati e coprenti.

resine per pavimentiNormalmente il prodotto è a bassa viscosità, ha ottime caratteristiche adesive e viene posato molto velocemente, richiede però che il fondo sia preparato perfettamente, sia assolutamente liscio e pulito e di solito trova impiego nelle sole pavimentazioni industriali.

La seconda tipologia è quella cosiddetta delle resine per pavimenti di tipo “autolivellante”. Trovano largo impiego in ogni settore grazie alla loro maggiore versatilità e possibilità di realizzazione estetica su misura. Lo strato di ricopertura viene realizzato stendendo i materiali della viscosità adeguata per poter consentire il livellamento, senza uso di solventi ma con una base acquosa. Di solito questi prodotti sono costituiti da resine poliuretaniche o resine epossidiche, oppure, più comunemente e in modo più efficace, da una miscela di entrambe.

La resine per pavimenti, oltre che autolivellanti, possono essere stese a spatola e queste due sono di gran lunga le varietà più utilizzate e le più versatili, rispetto ad altri sistemi. Questo perché, con uno spessore maggiore, di circa due millimetri, consentono una ricopertura migliore e assolutamente in piano. Oltre a ciò esiste sempre il  fatto di una maggiore garanzia di tenuta del fondo.

Consigliamo questo ultimo tipo di prodotto, utilizzabile anche su superfici verticali. Sul mercato esistono altre tipologie, che vedremo in un articolo successivo, che presentano caratteristiche anche molto diverse, meno versatili, più specifiche o rivolte verso l’utilizzazione esclusivamente in esterno. Esse spesso combinano prodotti a base resinosa con altre sostanze di tipo edile, dando così vita a materiali combinati non costituiti di pura resina.

Gli articoli a marchio Venber realizzati a Verona sono garantiti per la totale genuinità delle resine impiegate.


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