I lapidei e la resina per pavimenti

Le resine come materiale di recupero e rinforzoresine per pavimenti Venber Verona

Lo sapevate che la resina per pavimenti può anche essere un materiale di supporto per diverse tipologie di coperture? La resina è uno dei prodotti oggi più diffusi in ogni tipo di pavimentazione anche per questa sua funzione. In questo articolo scopriremo come le resine risolvano i difetti dei lapidei rendendoli migliori.

La resina è sempre più utilizzata nelle fasi di recupero, ristrutturazione e rinforzo dei materiali lapidei. E’ infatti molto presente nelle lavorazioni di consolidamento, sia dei blocchi che delle lastre, quando questi fondi sono deteriorati a causa di difetti sempre più comuni. In questo modo è diventata un materiale chiave per realizzare non solo pavimentazioni, con cicli resinosi in purezza, ma anche per ottimizzare un pavimento in pietra.

Un cambiamento nel mercato

Le considerazioni di carattere estetico nella scelta del materiale di rivestimento sono sempre state fondamentali, questo vale anche per le pietre e i marmi. In passato la loro scelta avveniva esclusivamente dal distributore più vicino, secondo le disponibilità.

resine per pavimentiIl mercato era piuttosto limitato e rendeva utilizzabili materiali scelti prevalentemente in base alla loro solidità. Col tempo però, la richiesta si è rivolta sempre di più verso materiali rari e pregiati dai colori più vivi e attraenti.

Si è passati quindi dai toni bianchi, beige e panna dei travertini degli anni cinquanta ai lapidei di tutte le tinte. Ne sono esempio gli alabastri, gli onici, i diaspri e altre pietre, che spaziano dai gialli agli azzurri, ai verdi, nelle loro tonalità anche più accese.

Va detto però che i colori più spiccati e anomali, come anche le venature più particolari, sono frutto di una evoluzione casuale della pietra durante migliaia d’anni; così la bellezza si accompagna spesso a difetti.

Parliamo di alterazioni della compattezza, friabilità, difficoltà estrattive, presenza di occhiature, buchi, fessurazioni interne. Per ovviare a questi punti si ricorre alle operazioni di consolidamento per mezzo di resine, che si rivelano particolarmente efficaci.

Consolidamento dei blocchi

Le operazioni di ripristino della struttura dei blocchi avvengono secondo due metodologie, una manuale e una meccanizzata. Nella prima il blocco viene lavato ed asciugato, dopodiché viene incassato in una struttura di legno contenitiva il più aderente possibile.


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Ogni minimo spazio viene riempito con graniglia preparata con lo stesso materiale, man mano che il cassone viene costruito in altezza per raggiungere le dimensioni del blocco. Questa operazione richiede molto tempo.

A questo punto viene versata la resina, fino a quando si arriva a ricoprire con la graniglia e le colate di materiali resinosi l’intera massa di pietra squadrata. Solitamente la quantità di resine per blocco in questi casi può arrivare ai cento kg. Si tratta di sostanze bicomponenti a bassa viscosità di tipo epossidico, con tempi di indurimento intorno ad un’ora. Dopo questa fase si passa al taglio in lastre.

Il sistema meccanizzato è molto rapido, richiede infatti non più di 48 ore. E’ relativamente poco dispendioso in termini di quantità di resine impiegate, ne bastano infatti circa dieci chilogrammi per metro cubo. Richiede però macchinari importanti come ribaltatori di blocchi, iniettori per la resina e camere di catalisi con essiccatore. Anche in questo caso, l’ultima fase è il taglio delle lastre con filo diamantato.

Trattamento delle lastre

L’intervento contenitivo e consolidante effettuabile con le resine è vario ed efficace. Nel caso delle lastre e delle marmette non è solo strutturale ma anche estetico. Sta diventando sempre più frequente e risolve tutti i difetti del lapideo.

Vengono eliminate microfratture, buchi e cavità anche passanti, punti non lucidabili, noduli irregolari, porosità e punti di minerale alterato a causa di esfoliazione. Le lastre devono essere accuratamente pulite ed asciugate in forno a 130° C per 15 minuti, dopodiché vengono preparate ad accogliere la miscela di resine.

Questa miscela è lavorata con molta cura nelle percentuali dei componenti, per avere un processo di catalizzazione impeccabile. Se necessario, ogni lastra viene rinforzata con tele o reti in fibra, per aumentare il fissaggio e impedire inutili fuoriuscite.

La fase di indurimento a temperatura ambiente avviene per un periodo di 24 ore, dopodiché si passa al riscaldamento in forno a 50° C per circa 1-2 ore. Si lascia trascorrere un altro giorno di riposo, durante il quale vengono effettuati controlli di vario tipo, le tele e i supporti vengono rimossi e la lastra è pronta per essere levigata.

Resina per pavimenti: una considerazione finale

Ecco come la resina è diventata sempre di più un prodotto fondamentale per qualsiasi tipo di pavimentazione o rivestimento. Abbiamo visto la quantità di lavoro ed energia impiegati per consolidare blocchi e lastre in materiale lapideo e questo incide sicuramente sui costi finali all’utilizzatore.

Perché non prendere in considerazione, quindi, l’idea di un pavimento completamente in materiali resinosi? La resina per pavimenti Venber garantisce costi inferiori rispetto ai lapidei, è molto meno fragile e presenta robustezza, estetica e durata. Contattateci per un preventivo gratuito del vostro pavimento in resina.


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